< domenica, 28 giugno 2009 >

Studio d’Arte Carmen Gravagna
Corsi di decorazione
I corsi di decorazione che organizzo nel mio studio offrono la possibilità di imparare le tecniche pittoriche e di vivere e respirare l'atmosfera di uno studio artistico professionale.
Dopo qualche lezione gli allievi comprendono cosa sia la vita all'interno di uno studio d’arte, e questa consapevolezza li spinge ad una maggiore applicazione allontanati da quel senso di distacco che normalmente si crea nell'aula di una scuola o di un corso privato.
Il corso si articola in due parti, un corso base e un corso avanzato.
Corso base
Indicato per chi non ha conoscenze specifiche si suddivide in 2 fasi:
Prima fase
preparazione del supporto (legno o tela);
utilizzo del supporto per l'esercitazione sulla teoria del colore e della luce;
realizzazione di un ramage (un ricamo o un disegno di rami, foglie e fiori, che si sviluppa solitamente in verticale);
utilizzo del ramage per lo studio delle patine d'invecchiamento e per la finitura (cera, gommalacca, ecc.);
studio dei principali stili di decorazione (fase teorica parallela alla fase pratica).
Seconda fase
studio dal vero: dalla natura morta al ritratto di una figura umana;
completamento degli studi dal vero tramite l'applicazione delle tecniche pittoriche apprese nella prima fase.
Il corso base è sviluppato utilizzando tempere acriliche.
Corso avanzato
Indicato per chi già conosce le tecniche affrontate nel Corso base.
Il corso sviluppa la conoscenza delle tecniche pittoriche, dalle tempere acriliche si passa alle tempere, agli acquarelli e agli olii, senza tralasciare le matite colorate e in grafite.
Queste tecniche sono applicate alla realizzazione di nuovi progetti: paesaggi, ramage, nature morte, figurativi, trompe l'oeil, riproduzioni di opere d'arte.
Le lezioni
Le lezioni si svolgono individualmente o in coppia, con la possibilità di acquistare lezioni in pacchetto, o si prendono appuntamenti di volta in volta, compatibilmente con gli impegni di entrambe le parti.
Il programma è suscettibile di modifiche in funzione delle esigenze dell'allievo.
Costi
La durata della lezione è di 90 minuti e il suo costo è di 20€.
Per saperne di più
scrivimi all'indirizzo di posta elettronica: carmengravagn@alice.it
< domenica, 12 aprile 2009 >

E poi …temi te…
cuor di leone rettilinea
ad una immagine…
Ondeggi e ti riconosci nuova nel sentire
mentre i ricordi….roteano scuri e inesorabili
come vezzi ingegnosi nel lacerare
Ed ancora…corri piano
respirando vento e miele…
sciogliendoti…in acqua pura
immergendoti in fiumi di corallo liquido
per poi divenire…acino denso
ubriaco di tenerezza…
si consiglia lo stop al player musicale
< venerdì, 13 marzo 2009 >
Categoria:
Belladonna" Oil on Board. *LIMITED EDITION PRINT AVAILABLE* at www.loriearley.com

Nero latte bollente beve la notte
Quasi come un eco diafano dell’apparire
Contando le ossa del divino
Nel giardino delle ombre spezzate
Chimica matematica fluisce…
Uno scrigno bruno con il cuore di velluto
Sussurra…
Tu che della vita hai bevuto l’ombra
Senza misura…senza chimera…
Volgi dentro lo sguardo
e nell’arcano corpo risorgi come pietra
e granello si sabbia fluido
Così…l’aliena luce intona
il suono amniotico dell’unica culla d’acqua
che bagna aiuole e capelli di seta
donando il suono alle non fertili parole
Il nero latte bollente ha vomitato la notte
Che gli ha gettato i suoi pensieri ai piedi
Per avere adesso in bocca
Un granello di riso del colore del sole…
< giovedì, 05 febbraio 2009 >
“Colori sbiaditi ma di una bellezza incommensurabile; come di un capolavoro suggellato nel tempo, mai smarrito nel ricordo, sempre vivo perchè unico ed eccezionale.”

Silenzio…
Rileggo nei passi inversi
Silenzio…
Enigma sulle onde stellate del mare…
Il silenzio dei non vivi
il silenzio dei respiri nascenti
il silenzio di un grande amore di vinile…
Lacrime e risa in questi passi inversi,
ricerca del se
che brilla tra le anime di un corpo,
nella preistoria degli amori,
nelle ferite d’arco della gioventù…
Cristallo bello e doloroso
Questa rabbia e questo amore che m’ha resa poeta del sentire..
Insonnia di migliaia di note stonate
di primavere divise in due
gocce d’acqua di un mare inaridito
quando non ci sono arcobaleni e lacrime bastanti,
perché l’essere del se diviene muto sterile nel dare …
Rileggo nei passi inversi…
In questo mare di umori
le ragnatele perdono la ragione
rinascendo in una nuova alba
dove la lacrima diviene sorriso e culla di luce
Silenzio…

< mercoledì, 07 gennaio 2009 >

Ignara pertica
viaggia sull’orlo di un ricordo
Coriandoli evanescenti…
tinti di gloria e sangue
evocano l’alba di un tempo passato
ricomposto per non divenire

< venerdì, 12 dicembre 2008 >

< domenica, 23 novembre 2008 >
Adolfo Brunacci: “La sedia rossa” tecnica mista su tela
cm 120 x cm 100
2004
Su questa sedia rossa
In ombra di pioggia scrivo
Lei…mi stava aspettando
Rigidamente morbida mi accoglie…
Appartiene al sogno
questo divenire…
Come un disegno mai compiuto
Seduta osservo i gradini bagnati dalla pioggia
dove i bambini inseguivano i sogni
dove, tra le pieghe delle illusioni
dipingevano castelli di sabbia
divenuti poi solitari pensieri di una sera d’autunno
Questo groviglio di abissi affonda nel mio ventre
E come soda caustica corrode
Coagulo ventricolare
diviene sorgente di amori rarefatti nelle nebbie…
E voi, che state li a guardare
non avete una sedia rossa ?
Avete deglutito queste mie note imperfette
e nel’antro di questo abisso il sonno eterno è giunto…
Nel sonno del tempo
questo pesto di pensieri
mi guarda come se fossi un polimero da gioco
sorrido…
seduta sulla mia sedia…

Roberto Matarazzo "Archetipo Musicale" chine ecoline acqua foglio vergine, 70x100
http://www.robertomatarazzo.it/
"Carmen Gravagna"Tecnica mista su carta
< giovedì, 09 ottobre 2008 >

Come nuvole sospese dentro un pozzo
Le tue parole…
Gocce di rugiada all’alba di un ricordo
Come un veliero in mare aperto
Le tue bugie…
Che mordevano la carne
in pieghe di sudore…
Se non mi avessi toccato la fronte oltraggiata
Saresti stato, solo tuono tra le spighe
E non cimitero galleggiante, padrone solo di una terra saccheggiata…
Il pensare è un dolore che dura…
Ma adesso, ti ricordo queste rose
Che ancora crescono in favore del nostro profumo
Petali che brillano al bivio delle nostre anime,
al bivio dei nostri corpi
Nella loro città natia cresce l’insonnia dei pensieri tristi
e una notte dopo l’altra…
i loro cuori saranno solo poesia triste
Ascolta e vedi i voli di questi petali
che, come farfalle pesanti
chiedono il dono del volo leggero…
Adesso un lampo esce a rincorrere il viottolo,
ed a queste piccole case di paglia
non resta che il silenzio del perdono…

< mercoledì, 24 settembre 2008 >

Al primo frutto del mio Grembo
(si consiglia lo stop al player musicale)
Come coriandoli di colore il tuo sorriso
mentre ti alzi per poi chinarti
per cogliere quel frammento di vita
che non muore mai…
Al Figlio Pablo Neruda
Ahi figlio, sai, sai
da dove vieni?
Da un lago di gabbiani
bianchi e affamati.
Vicino all'acqua d'inverno
io e lei sollevammo
un rosso fuoco
consumandoci le labbra
baciandoci l'anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.
Così venisti al mondo.
Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
il suo fianco sottile
tutta la terra percorsi,
con guerre e montagne,
con arene e spine.
Così venisti al mondo.
Da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.
Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l'albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.
Così vivevamo, coprendo
la metà degli esseri, come pesci
del più strano mare, e nelle fangose
immensità io incontrai la morte.
La morte che apriva porte e sentieri.
La morte che scivolava sui muri.
< martedì, 19 agosto 2008 >

Il cielo di un tempo diafano
satura il collasso della maretta
e nell’onda, leggo l’enigma dell’angelico
Ancora in apice il crepuscolo del ricordo…
infranto su questa tavolozza,
in questa fabbrica di macule di pianto
accolgo il bacio dell’infinita notte
Un giorno, ti accoglierò su questa riva
spogliata di questo sudario
lordo di ricordi e frammenti
Scuotimi con le mani …
Accarezzami in amniotico fondale
il tuo suono io risalgo
cucita sulla punta di un faro lunare
e li, ti amo…
nell’alcova di un lago salato,
in questo iride ambrato…
dove il cielo diafano
mi ha sfiorata e compresa
nell’ombra delle sue stanze
